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Camerati che non sbagliano

Sono ormai da anni appassionato di storia italiana, in particolar modo del periodo degli Anni di Piombo, dal 1968 al 1980. Cerco di divorare ogni volume che trovo su quel periodo, saggio o romanzo, di “destra” o di “sinistra”, e uno dei concetti che più mi sono rimasti in testa negli anni è quello dei “compagni che sbagliano”. Anche parlando personalmente con chi quel periodo l’ha vissuto in prima persona ho trovato molti che mi hanno confessato di essere stati simpatizzanti delle BR “finché non hanno cominciato ad ammazzare anche loro”, come reazione ad uno stato visto come fiancheggiatore se non addirittura complice del terrorismo nero. Qualcuno mi ha anche detto “anche dopo, i loro fini erano condivisibili, i mezzi no”. Erano comunque dei “compagni”, compagni che sbagliano, appunto. In quel periodo, bagnato dal sangue di tante vittime innocenti e non, il cosiddetto terrorismo ha avuto davvero un certo minimo consenso popolare.
E’ di oggi la notizia dei sedici terroristi neri arrestati perché progettavano attentati a banche e sedi di Equitalia (specificando: con il personale dentro) allo scopo di destabilizzare lo stato e di entrare nei palazzi del potere utilizzando sia la forza che le legittime elezioni, con un nuovo partito che sarebbe stato fondato allo scopo. La notizie è stata ovviamente condivisa sui social network, e i commenti sotto mi hanno fatto rabbrividire.
E questi sono tratti dalla pagina de La Repubblica, non oso immaginare cosa appaia in quelle de Tzetze o de Il Giornale… C’è un ritorno del fascismo (perché di fascismo si tratta) che mi spaventa ogni giorno di più…

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