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Riflessioni di sinistra con tette

Nota: visto che questo è un blog de sinistra ma che vorrei evitare di rompere i coglioni ai miei tredici lettori con queste menate politiche, il mio ragionamento ad alta voce sarà accompagnato da foto di Christina Hendricks. Queste almeno potete godervele tutti.
Ho aspettato un giorno in più prima di scrivere questo post, perché non ho ancora le idee chiare su quello che penso. Da un lato credo che in un partito si debba discutere, anche animatamente, far sentire la propria voce in ogni modo e in ogni dove e, alla fine, fare come dice la maggioranza. E’ per questo che ho sempre ritenuto quasi impeccabile la posizione di Pippo Civati, uno che è spesso in disaccordo con le decisioni prese dal gruppo dirigente del PD ma che fa le proprie battaglie NEL PARTITO, facendo in modo che la propria opinione sia sentita forte e chiara.
Oggi però è partita proprio dal principale esponente del piccolo gruppo “civatiano” la fronda degli autosospesi PD. Corradino Mineo, persona che stimo moltissimo e che reputo tra i più validi oggi in Parlamento, è stato allontanato insieme con Vannino Chiti (persona che stimo un po’ meno) dalla Commissione Affari Costituzionali, perché entrambi avrebbero votato contro la proposta di riforma del Senato promossa dal Governo Renzi. I due, insieme ad altri 12 senatori, si sono autosospesi dal PD.
E qui devo dire due cose.
1- Pur essendo convinto che il bicameralismo vada superato e che mantenere anche il Senato elettivo sia uno spreco inutile, l’Italicum proposto da Renzi non mi piace.
2- Malgrado le “epurazioni” non mi piacciano affatto credo che qualsiasi partito debba essere rappresentato nelle Commissioni da persone che esprimano l’opinione del Partito prima che quella personale (che può essere espressa in aula).
Chi ha ragione? Nessuno. O entrambi. Il PD non avrebbe dovuto a mio parere estromettere i due dalle commissioni, ma allo stesso tempo Chiti e Mineo avrebbero dovuto votare come da indicazione del loro gruppo, pur continuando a esprimere liberamente la propria opinione. Tendo a pendere più dalla parte dei renziani in questo caso.. ma poi ricordo che sono stati proprio i renziani al momento dell’elezione del Presidente della Repubblica a votare in dissenso esprimendo nelle prime votazioni il nome di Chiamparino. Renziani, non Renzi, la differenza c’è. Ma è sottilissima.
Cosa spero che succeda? Che vinca il buonsenso, perché in un grande partito, qualsiasi grande partito, il dialogo interno deve essere stimolato, e il dissenso non va mai zittito. Mettere tutti d’accordo è impossibile, ma votare tutti allo stesso modo si deve. Altrimenti ci facciamo l’ennesima figura di merda.

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