logo

Episodio Uno: Allegiance

Se ci fate caso, la maggior parte delle serie non-comedy degli ultimi può essere fatta ricadere in due principali filoni.
Il primo è quelle delle famiglie o comunità con segreti che non devono venire alla luce. Qualche esempio? Sons of Anarchy, Breaking Bad, Pretty Little Liars, Broadcurch, Revenge, The Affair…
Il secondo filone, persino più ricco, è quello dei geni, spesso con disturbi della personalità, che risolvono problemi: House, Bones, Sherlock, Numb3rs, Criminal Minds, The Mentalist, persino Fringe o Suits.
Quindi cosa ha fatto l’NBC per risollevare le sorti dei propri giovedì sera? Ha preso queste due categorie, le ha fuse insieme… ed ha frullato il tutto con una ricca dose di The Americans! Il risultato?
ALLEGIANCE
Alex O’Connor è un giovane e promettente analista della CIA, che viene notato dai suoi superiori quando alcune sue previsioni sul servizio segreto russo si avverano. Così entra a far parte della squadra operativa su una possibile minaccia che potrebbe mettere l’America in ginocchio… senza sapere i suoi stessi genitori e la sorella maggiore sono stati spie del KGB in passato e potrebbero tornare ad avere un ruolo anche adesso.
Mi sono avvicinato alla serie francamente senza grandi aspettative, ma devo ammettere che il 45 minuti del primo episodio sono scivolati via piuttosto bene. La pecca principale dello show è che… beh, non dice nulla di nuovo, e non lo dice in maniera sorprendente. Gli attori sono così e così, non ci sono sequenze spettacolari che attirano l’attenzione né tette al vento (anche se la sorella del protagonista è una tipetta da seguire…), e soprattutto il personaggio del protagonista, un genio che non ha parlato fino a 8 anni di età e ovviamente è poi diventato un superintelligentone, rende difficile l’immedesimazione e non fa neppure nulla per risultare simpaticone. Un po’ mi ricorda Bones, anche se lì gli autori hanno intelligentemente inserito un cast di supporto per provvedere con scorte di simpatia alla mancanza di umanità della protagonista. Insomma, senza Kirk una serie su Spock non sarebbe così interessante! In Allegiance, per adesso, i personaggi più interessanti sono i genitori pseudo-traditori, ma come dicevamo una cosa simile si è già vista in The Americans. La cosa positiva è invece che quel poco che c’è, in fondo, funziona benino, e gli autori devono essersi resi conto che un plot simile senza una svolta avrebbe fatto fatica ad ingranare. Quindi il colpo di scena di fine puntata giunge più che gradito… e potrebbe convincermi anche a proseguire con la visione, almeno per qualche puntata!
Voto: **
Continuerò a guardarlo? Forse!

2 thoughts on “Episodio Uno: Allegiance”

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: