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Episodio Uno: Heroes Reborn

Come (quasi) tutti, ormai troppi anni fa, anche io mi sono esaltato guardando la prima stagione di Heroes, una serie tv divertente, piena di azione, intrighi e personaggi affascinanti. L’idea di avere dei supereroi con i poteri più disparati nel nostro mondo di tutti i giorni era tutto sommato piuttosto ovvia, ma come si poteva non guardarla? 
Come (quasi) tutti, ormai troppi anni fa, anche io mi sono rotto il cazzo già durante la seconda stagione, ed ho resistito solo fino a metà della terza prima di abbandonare la serie. Ora esce il reboot che è anche un sequel… che facciamo, la guardiamo?
HEROES REBORN
Onestamente non ho idea di cosa sia successo nella terza e quarta stagione di Heroes, quindi BOH! Probabilmente almeno alcuni degli eventi e dei personaggi di questo prequel erano già presenti o quantomeno accennati nell’originale, ma io cose ne so? Heroes Reborn è ambientato quattro anni dopo i fatti dell’ultima stagione, ma in realtà cominciamo con uno sguardo a cosa è successo un anno fa, quando un grande meeting per la pace tra evo ed umani ad Odessa era stato interrotto ancor prima di cominciare dallo scoppio di un gigantesco ordigno che aveva ucciso quasi tutti i partecipanti. Tra i pochi sopravvissuti una faccia conosciuta: Noah Bennet, si proprio il papà (adottivo) della cheerleader che doveva essere salvata per salvare il mondo.
Warning: nell’articolo sono presenti gif piuttosto pesanti. Ma io avevo voglia di inserirle perché mi piacevano, va bene? Ooohhh!

Lei! Un applauso a chi l’ha salvata!
Qualche altro flashback per presentarci alcuni dei futuri protagonisti della serie e saltiamo a un anno dopo. Mohinder Suresh (il genetista indiano della serie originale) ha rivendicato l’attentato, e da allora gli uomini temono gli evo, è stato richiesto loro di registrarsi e quasi ovunque ci sono stati dei disordini, delle discriminazioni, spesso degli omicidi. In questa situazione alcuni degli evo cercano di riorganizzarsi, molti si nascondono, altri sostengono Suresh e pensano che il potere dovrebbe essere loro. E qualcuno crede che le cose non siano andate esattamente come è stato raccontato…
La prima sensazione che ho avuto dal pilot di Heroes Reborn è che molto è cambiato… ma nulla è cambiato. Ora la presenza degli evo è di pubblico dominio e tutta la storia di razzismo, ostracismo, registrazione dei superpoteri pare apertamente ispirata al Super-human Registration Act della Marvel. Il tema della narrazione è cambiato, ma a non essere cambiato è lo stile della narrazione. Anche quando si raccontano momenti tragici la telecamera sembra seguire i personaggi con sguardo leggero, che oggi potremmo definire da serie young adult. Misteri, drammi, morti, ma mai per un istante ho avuto la sensazione che qualcosa di veramente terribile stesse per accadere. Eppure… la trama della serie sembra essere proprio questa: qualcosa di terribile sta per accadere! E c’è un complotto (ovviamente) per nascondere la verità.
La qualità dell’episodio è piuttosto altalenante. A rimanere in scena per la maggior parte del tempo sono Luke e Joanne Collins, due “giustizieri” in cerca di vendetta dopo che il loro figlio è rimasto ucciso a Odessa. E’ proprio con loro che si nota il maggior distacco tra atmosfera e storia: non mi aspettavo certo una narrazione alla Batman di Nolan, ma si poteva certamente fare di più per descrivere le motivazioni e lo stato mentale della coppia. E’ tutto appena accennato… Ancor peggio la parte giapponese dell’episodio, con una ragazza che scopre di poter entrare in un videogioco dove è imprigionato il padre. Francamente, piuttosto imbarazzante…
Un po’ meglio la parte di Noah Bennet, che conduce un’investigazione un po’ alla X Files. Quantomeno è recitata meglio e mi ha lasciato con un po’ di curiosità… Tra gli altri evo introdotti un ragazzino che riesce a far scomparire oggetti e persone teletrasportandole nonsisabenedove (in realtà si scopre, ma non ve lo dico), un tizio misterioso che veglia su di lui, un luchador mascherato e la sua famiglia, una biondina che cerca di controllare ciò che sta per succedere non si sa bene cosa, non si sa bene come e… poco più. Tanti personaggi, ma si arriva a fine puntata (anzi, delle prime due puntate trasmesse una dopo l’altra) pensando… “un po’ pochino”.
Un po’ pochino è appunto la mia recensione in tre parole della puntata. Recitazione così e così, regia così e così, personaggi così e così… mi aspettavo molto di più. Soprattutto, la vicenda viene presentata e molti misteri vengono introdotti, ma francamente non sono troppo curioso di sapere cosa succederà e quali misteri ci sono dietro, cosa che in una serie come questa sarebbe fondamentale.
Allora? Un po’ pochino, appunto…
Eppoi ho letto che Hayden Panettiere non apparirà. BUUUUU!!!
Voto: *
Continuerò a guardarla: non credo, a meno che non legga recensioni esaltanti sul prosieguo.

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