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Episodio uno: Into the Badlands

…vi aspettavate tutti Jessica Jones, eh? E invece no, vi beccate le arti marziali in un mondo quasipostapocalittico. UATTA’!
INTO THE BADLANDS
Into the Badlands
Mai, mai, scorderai
l’attimo, la terra che tremò.
No via, vi sto traendo in inganno. Si, il mondo della nuova serie AMC è stato devastato da una terribile guerra, bande di nomadi con l’ombretto terrorizzano le campagne e le controversie si risolvono a colpi di arti marziali, ma gli oceani non sono scomparsi, le pianure non hanno l’aspetto di desolati deserti, la razza umana è sopravvissuta… e il più cazzuto di tutti non è lui.
…ma lui.
Daniel Wu è Sunny (si, Sunny), un clipper dal passato misterioso, una specie di moderno samurai al servizio di uno dei sette baroni che comandano le Badlands. All’interno delle baronie i ruoli sono semplici: o ci si allena per diventare clipper, o si lavora nei campi o si cerca di scappare, vivendo come nobili o morendo alla ricerca di qualcosa di diverso. Ma quando Sunny recupera il giovane M.K., su cui la Vedova a capo di un’altra baronia aveva messo una taglia, capisce che qualcosa accomuna le loro origini, ed il loro futuro potrebbe prevedere qualcosa di diverso da una vita di servizio…
Into the Badlands è una serie che dimostra subito i suoi intenti: botte, combattimenti coreografati in maniera spettacolare, qualche protagonista spaccaculi… e ben poca introspezione o profondità. E mantiene quello che promette! E’ divertimento scemino, inteso in senso assolutamente non negativo. Si intuiscono gli sviluppi della trama futura, si capisce quali potranno essere i cattivoni della serie, ma tutto sommato quello che aspetto di più della seconda puntata è vedere quanta gente alla volta Sunny riuscirà a far fuori, e magari cosa c’è fuori dalle Badlands. Non è molto, ma per ora mi basta!
Voto: ** 1/2
Continuerò a guardarla: si.

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