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Marc Ford – Holy Ghost

Se dovessi scegliere di ascoltare un disco solo per la vita sarebbe probabilmente qualcosa di tamarro ed assordante alla Motorhead o del rock’n roll bello sfrigolante come piace a me, ma a volte sento anche io il bisogno di una pausa di riflessione (sarà la vecchiaia?) ed allora…

Ho preso Holy Ghost, ultimo lavoro dell’artista, dopo averlo visto tra i dischi consigliati del blog DUSTYROAD che tralaltro vi consiglio… è uno dei miei preferiti. Mi sembrava di aver già sentito nominare il tizio ma non riuscivo a ricordare chi fosse, una breve ricerca su google mi è venuta in aiuto: negli anni 90 è stato chitarrista dei Black Crowes e fino a metà del 2000 ha collaborato con Ben Harper. Curriculum di tutto rispetto, quindi, che mi ha spinto ancor più a continuare con l’acquisto. 
Com’è Holy Ghost? Francamente mi aspettavo qualcosa di più elettrico, scordatevi i funambolismi dei Black Crowes, qui siamo dalle parti di un blues-folk acustico che deve molto a Neil Young, tra atmosfere fumose, qualche bicchiere di whisky e tante storie narrate da una voce ed una chitarra che hanno solcato i palchi di mezzo mondo ed hanno vissuto fin troppe esperienze, nel bene e nel male. Tra i pezzi migliori da segnalare la splendida ballad In You, Just a Girl, Turquoise Blue, ma tutto il disco è ottimo. Canzoni che non sentirete mai per radio o che non vedrete cantate da una tizia in perizoma, ma che importa? Senza tempo.

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