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Tusk: amore per i trichechi!

L’amore, si sa, non vuole limitazioni. Io ad esempio amo Kevin Smith, lo amo da quando, mi pare nel 1996, l’Unità allegò alla propria edizione quotidiana la videocassetta di Clerks, esilarante e geniale commedia in bianco e nero a bassissimo costo che segnò il modo in cui intendevo (e intendo tuttora!) il cinema. Ho seguito ed apprezzato Kevin Smith lungo tutto il corso della sua carriera, con film come Generazione X, Dogma, In Cerca di Amy… persino quando, come in Cop Out o Jersey Girl ha offerto prove non esattamente all’altezza della considerazione che provo per lui. L’ho seguito ed apprezzato perché da ogni suo film, dichiarazione o intervista emerge una personalità che sento molto vicina alla mia, con lo stesso umorismo, la stessa sensibilità, lo stesso modo (o un modo molto simile) di vedere il mondo. Certo, persino io non posso negare che dopo Jay & Silent Bob… Fermate Hollywood, nel 2001, la carriera di Kevin Smith sia incappata in numerosi passi falsi. Con l’eccezione di Clerks 2 (che comunque non è esaltante come il primo) e parzialmente di Zack & Miri make a Porn, gli altri film hanno oscillato tra il mediocre e trascurabile. Così Smith ha deciso di tornare sui propri passi, alle origini delle sue passioni ed alla originalità che l’ha reso famoso.
Nel 2011 è arrivato il film che non ti aspetti: Red State, uno degli horror più cazzuti degli ultimi anni. Un film in cui si fa fatica a vedere la mano del regista di Clerks, ma sicuramente un lavoro azzeccato. Fanculo alle major, fanculo ai compromessi, Kevin Smith voleva fare un horror e l’ha fatto. E se è andato bene l’horror, perché non andare ancora oltre?
L’amore, si sa, non vuole limitazioni. E allora perché prendersela con Howard Howe (Michael Parks) se ama così tanto i trichechi da volerne creare uno partendo da un essere umano?
La storia nasce da un podcast che Kevin Smith presenta da anni insieme ad un amico. All’interno di un episodio (che si può ascoltare mentre scorrono i titoli di coda) i due si sono messi a scherzare su un assurdo ed ipotetico film horror in cui un maniaco rapiva una persona e lentamente la trasformava in tricheco, modificando il suo corpo, cucendo le braccia ed inserendo due ossa sopra la bocca a mo delle zanne dell’animale. Il podcast era pieno di sghignazzi… il problema è che Kevin Smith il film l’ha fatto sul serio. E l’ha fatto serio!
La serietà del film è contemporaneamente punto di forza e punto debole di Tusk. Lo spunto iniziale è una genialata, il protagonista (Justin Long coi baffoni) è un odioso podcaster che tradisce la splendida fidanzata e gira per l’America alla ricerca di casi umani da prendere per il culo. Quando il caso della settimana però muore prima dell’intervista programmata, si ritrova da solo in Canada senza una storia. Così decide di seguire l’istinto e dopo aver trovato l’inserzione di uno strano tizio che promette di avere storie incredibili da raccontare finisce per andare a trovarlo. Le cose non andranno benissimo…
Tutta la prima parte è una chicca, infarcita di citazioni pop e situazioni esilaranti. Dopo il rapimento la storia preme ancor più sul pedale dell’assurdo, la storia del maniaco salvato dal tricheco è francamente improponibile, così come il modo in cui cerca di tramutare in trichechi le proprie vittime. Ma chissenefrega, è uno spasso! Poi però il migliore amico e la fidanzata si mettono alla sua ricerca, e fatte salve alcune scene davvero azzeccate il film vira verso uno straniante moralismo che può far storcere il naso, e la comparsa di un irriconoscibile e macchiettistico Johnny Depp rovina ancor più le cose.
Il film è bello? Non lo so. Mi sono divertito a guardarlo? Assolutamente si! Vi consiglio di guardarlo? Solo se avete una mentalità simile alla mia! Alcuni momenti valgono assolutamente la pena, e la stanca della parte finale è bilanciata da un finale al quale va riconosciuto il coraggio di andare fino in fondo. Kevin Smith è definitivamente impazzito? Viene da pensare di si, visto che i suoi prossimi film annunciati, oltre all’immancabile Clerks 3, sono Yoga Hosers, con Johnny Depp che combatte il male con lo yoga, Helena Handbag, sull’umanità che si allea con le forze infernali per combattere un Gesù gigante che vuole la fine del mondo, e Moose Jaws, ovvero Lo Squalo ma con le alci. Io francamente non  vedo l’ora 😀
Voto: ** 1/2

2 thoughts on “Tusk: amore per i trichechi!”

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