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Venti anni fa #10: Saint Vitus – Die Healing

Venti anni fa era il 1995, ed io avevo 16 anni. E nonostante gli anni 90 siano stati un decennio di crisi e contraddizioni usciva anche tanta roba bella. Ad esempio…
SAINT VITUS – DIE HEALING
Ai (bei) tempi ad Arezzo c’era il Sing Sing, che era un posto dove si noleggiavano cd musicali circolo culturale che permetteva di condividere (anche a domicilio) l’ascolto dei dischi dell’associazione. Ai (bei) tempi cominciavo ad ascoltare seriamente heavy metal ed ero sempre alla ricerca di nuovi dischi diversi. Quando mi capitarono sotto mano questi Saint Vitus mi informai su chi fossero, e il tizio al bancone mi spiegò che erano “tipo Black Sabbath”. In effetti c’erano le croci del cimitero, i titoli delle canzoni altrettanto funerari, loro erano capelloni, vestiti di nero… Vai, presi!
Andai a casa e misi il disco sul lettore. E saltò fuori questo.
Ai (bei) tempi ero forse troppo bimbominkia per apprezzare fino in fondo una cosa del genere, però i Saint Vitus mi colpirono. Soprattutto per i lamenti di Scott Reagers, tremendamente evocativi. Iniziai ad adorare quei riffoni potenti e lentissimi, ancor più di quelli dei miei adorati Black Sabbath. Per me da allora i Saint Vitus sono IL doom metal, la pietra di paragone del genere. E Die Healing rimane il mio loro disco preferito, sebbene i loro lavori più apprezzati siano solitamente quelli con Wino Weinrich alla voce, come Mournful Cries o soprattutto Born too Late. Ed ancora oggi lo riascolto con grande piacere, magari alternato a un singolo di Katy Perry, giusto per non deprimermi troppo 😀
Voto: **** 1/2

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