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Erased: ancora ragazzini, ancora anni 80, ancora Netflix. Stavolta in Giappone!

Erased

Viaggi nel tempo fino ad arrivare agli anni 80, bambini che cercano di risolvere casi misteriosi, è la trama di… beh, quasi tutte le serie uscite su Netflix nell’ultimo anno, a quanto pare, ed è anche la trama di Erased!

Erased

In origine era un manga. Erased è stato scritto e disegnato da Kei Sanbe, pubblicato prima sulla rivista Young Ace e poi in otto volumi tra il 2012 e il 2016 dalla Kadokawa Shoten, e portato successivamente in Italia dalla Star Comics. Il manga ha avuto un ottimo successo, sia di vendite che di critica, così il passo successivo non poteva che essere una serie animata.

Erased Manga

L’anime, in dodici episodi, era disponibile in Italia su VVVID, ma a quanto pare è scomparso, quindi… chissà, magari vedremo anche quello su Netflix un giorno o l’altro. Gli appassionati del manga hanno criticato il finale diverso dall’originale, così come diverso è stato quello del film uscito in Giappone. La serie di Netflix arriva a rimettere apposto le cose…

Erased

La storia è quella di Satoru Fujinuma, aspirante mangaka che per sbarcare il lunario consegna pizze a domicilio. Satoru ha da moltissimo tempo un piccolo “superpotere” che chiama Revival, quando intorno a lui sta per succedere qualcosa il potere lo riporta indietro di qualche minuto, così da dargli il tempo di capire il problema e cercare di risolverlo, salvando spesso qualche vita. Gli succede proprio nei primi minuti, quando un bambino rischia di essere investito da un camion fuori controllo, e gli succede di nuovo quando una sera torna a casa e trova la propria madre morta a terra e la polizia lo accusa di essere il colpevole. Beh, in realtà non gli succede proprio allo stesso modo, visto che invece che di pochi minuti torna indietro di diciotto anni al 1988, quando ancora frequentava le elementari. Satoru capisce così che la morte della madre è collegata a quella di Kayo, una sua ex compagna di classe sparita in quell’anno insieme ad alti due bambini, gli omicidi dei quali erano stati attribuiti a un ragazzo che lui ha sempre ritenuto innocente.

Erased

Se la trama di Erased ha qualcosa in comune con serie come Stranger Things o Dark, lo svolgimento e il tono sono completamente diversi. Gli episodi sono brevi e la narrazione piuttosto lineare. Ok, salti nel tempo a parte. Nei primi episodi si soffre una certa onnipresenza della voce fuori campo e un didascalismo eccessivo, probabilmente presi direttamente dal manga. Ma un conto sono le didascalie, un conto una voce che non la smette mai di parlare. Si va avanti soprattutto perché la trama gialla è intrigante e i personaggi sono simpatici, e… andando avanti si fa l’abitudine e la visione diventa molto più piacevole.

La cosa bella di Erased è che ha un messaggio molto positivo declinato senza reticenze. Stare vicini alle persone escluse, cercare di aiutarle, lottare per migliorare, nel proprio piccolo, il mondo. È una bella cosa, forse può apparire un po’ infantile ma è piacevole far finta di essere ingenui ogni tanto. Ti lascia col sorriso e con un minimo di speranza. I bambini protagonisti sono molto bravi e coinvolgenti, gli adulti un po’ meno ma non importa, l’attenzione non è su di loro.

Non vi aspettate qualcosa di rivoluzionario quindi, la trama è semplice e potrebbe apparirvi persino telefonata, ma non c’è sempre bisogno di complicare eccessivamente le cose. Ritroviamo il piacere della semplicità, e rilassiamoci… dodici episodi di venticinque minuti l’uno. Vi prometto che passato lo scoglio dei primi due o tre divorerete il resto.

Voto: ***

17 thoughts on “Erased: ancora ragazzini, ancora anni 80, ancora Netflix. Stavolta in Giappone!”

  1. Questa serie mi attira più di dark: linearità. Non sempre bisogna ingarbugliare tutto per fare una serie di cui si parli..E anche il messaggio positivo, non fa male!

  2. Sto con Riky qui sopra, mi attire di più di “Dark”, comunque hai ragione, sull’onda del successo di “Stranger Things” Netflix sta passando al setaccio tutti i paesi del mondo in cerca di prodotti simili. Grazie per la dritta, dōmo arigatō. Cheers!

  3. Il manga era davvero bello per tanti motivi. Pensavo che avrei avuto più tempo per vedere la serie su vvvvid, leggere che dovrò attaccarmi al tram è irritante.
    Sulle didascalie nel manga: per quel che ricordo, riportavano i pensieri del protagonista, in pratica erano balloon con una forma diversa 😉

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