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Staccare il cervello: Bullet Train

Se c’è un’espressione che odio tra tutte quelle usate per parlare dell’intrattenimento, quella è “staccare il cervello”.

“Finalmente un libro che ti consente di staccare il cervello per qualche ora”, “staccate il cervello e godetevi il film”, o la mia preferita “ricordatevi di staccare il cervello prima di cominciarlo”! Ora, io purtroppo non ho una preparazione medica, ma ho la sensazione che se anche avessi nel mio corpo un interruttore on/off da premere sopra la mia testolona, azionarlo non mi consentirebbe di godermi meglio alcuni film/libri/serie tv che la mia mente sveglia riterrebbe con ogni evidenza troppo stupidi, ma molto più probabilmente morirei (anche se fosse solo “per qualche ora”).

uomo che spegne una parte del proprio cervello
“Staccare il cervello” secondo l’AI di Bing. Non sembra piacevole!

L’espressione “staccate il cervello” viene di solito usata con due significati non sempre pienamente sovrapponibili. Il primo è quello indicato sopra, ovvero “questa roba è troppo stupida perché un cervello funzionante possa sopportarla”, mentre il secondo è riassumibile come “per accettare questa trama dovrete chiudere gli occhi di fronte a delle storpiature o semplificazioni del nostro mondo, altrimenti vi sembrerà tutto ridicolo e surreale”.

O meglio sarebbe “sospensione dell’incredulità“.

Mi da fastidio soprattutto perché l’espressione è stata più volte citata a sproposito anche per parlare dei miei libri. “Divertente Game, Set, T-Rex. Ovviamente dovrete staccare il cervello per accettare le premesse della storia”. “Kebabbari vs Alieni è esilarante, ti fa davvero staccare il cervello per un po’”. A me dispiace perché in entrambe le opere (come in tutto quello che ho scritto) ho provato a unire un intrattenimento anche leggero con citazioni, giochi di parole, messaggi più o meno nascosti, evocazioni di Grandi Antichi che forse rischiereste di perdervi leggendo i miei libri distrattamente, a “cervello spento”.

Ma in realtà tutta la pappardella qui sopra mi è venuta in mente perché ho visto un film.

Locandina Bullet Train

Bullet Train è un film dello scorso anno, tratto da un romanzo di successo scritto nel 2010 da Kotaro Isaka. Parla di un treno lanciato a tutta velocità sul quale si incontrano e ovviamente si scontrano assassini, mercenari, yakuza, malviventi assortiti che si trovano a competere per il possesso di una valigetta e per la salvezza di un ragazzo…

Storia semplice? Sì.

Richiede una sospensione dell’incredulità? Sì, nel treno succede tutto e il contrario di tutto, c’è sempre un casino inimmaginabile e bisogna quindi accettare di entrare in un mondo dove i giapponesi e gli altri passeggeri sono tanto sordi o nel bel mezzo di un campo PA (Problema Altrui, se non avete ancora letto la Guida fatelo!), perché nel mondo reale il treno sarebbe stato fermato dopo dodici secondi netti rendendo la storia forse più realistica ma anche meno divertente.

È un film stupido? Dipende. Nì. È un film tutta azione, dialoghi che sono sberle e non si interrompono neanche nel momento delle sberle, sangue che scorre a fiumi, velocità, adrenalina, cazzonaggine. Non per forza un film così deve essere stupido, non sempre.

Bullet Train è un grosso film, basta dare un occhio alla lista degli attori per capirlo. È un film costruito per non annoiare, che ti bombarda di talmente tanti stimoli (esplosioni e camei, one-liner fulminanti e momenti pseudo-epici, esplosioni, sparatorie, risse, luci, sorprese…) che alla fine quasi ti annoia. Quasi.

È un film derivativo, tanto che ho passato la prima metà a pensare che fosse un clone di mezza filmografia di Guy Ritchie, e la seconda a pensarlo di John Wick. Anzi, a un certo punto mi era venuto anche in mente che forse il regista era proprio Guy Ritchie, anche se mi sembrava strano che tra le tante star mancasse proprio Jason Statham…

E invece, no, sorpresa, il regista è David Leitch, ovvero quello di John Wick e Atomica Bionda. Sono rimasto sorpreso (forse dovrei tornare a seguire di più il cinema!) perché mi è sembrato un netto passo indietro per uno che al di là di tutte le critiche possibili ha sempre avuto una propria mano ben riconoscibile e anzi capace di influenzare un sacco di altro cinema e televisione moderna, invece qui Leitch sembra quasi fare un passo indietro finendo per scopiazzare un suo (evidente) nume tutelare.

Non voglio tediarvi, quindi…

Lati positivi:
– gran ritmo
– diversi attori che sembrano essersi divertiti un monte
– Bad Bunny mi ha fatto scompisciare
– Michael Shannon è sempre da inchini ogni volta che appare sullo schermo

Lati negativi:
– già visto
– da la sensazione di essere solo un grosso giocattolone.

Ma alla fine a noi i giocattoloni piacciono, Bullet Train è su Prime Video gratis, ci sono le esplosioni, Joey King e anche Sandra Bullock. Quindi guardatelo. Ma ricordatevi di non staccare il cervello perché persino qui c’è un gran lavoro e (soprattutto) un sacco di soldi dietro, non accorgersene sarebbe un peccato.

Augh.

8 thoughts on “Staccare il cervello: Bullet Train”

  1. Mi ricorda un film già visto ma non rIcordo con quali attori. Non con Pitt questo è certo.
    Guarda questo non ti piacerà, ti sarò antipatica, ma il cervello lo stacco subito nel modo più semplice. non lo vado a vedere. Ciao simpatia!

  2. Cinque altissimo, l’espressione “staccare il cervello” è una di quelle che dovrebbero essere punite tramite la lettura di una poesia dei Vogon. In questo caso specifico, a parte Michael Shannon, non mi sono nemmeno divertito, molto meglio leggere il romanzo originale da cui è stato tratto il film 😉 Cheers

    • Guarda io sono indeciso, mi sono divertito e allo stesso tempo ci sono rimasto male, ma forse non seguire più la scena cinematografica come prima mi ha consentito di avere meno aspettative! Non avevo visto trailer, non sapevo chi era il regista, non avevo idea dei vari cameo… Mi sono seduto di fronte alla TV e ho premuto play. Probabilmente è andata meglio cosi 🙂

  3. A me è piaciuto tantissimo, ma adoro i giocattoloni di menare e tutto ciò che sta dietro alla loro realizzazione. Mi dispiace dire che anche io uso spesso l’espressione “staccare il cervello” ma la uso per quelle opere che ti consentono di rilassarti senza costringerti a diventare antipatico e a fargli le pulci a tutti i costi per “imperfezioni” o imprecisioni di trama, perché sono deliziose e divertenti così come sono e non per forza stupide o pensate per un pubblico di senza cervello.

    • Ma sì ovviamente dipende come interpreti l’espressione, in fondo sono solo parole ma mi da l’idea (di fondo) che sia per molti un modo di sminuire ciò che viene definito intrattenimento di serie B, e che dovresti un po’ vergognarti ad apprezzare…

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