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Stefano Cirri, pittore di personaggi

Stefano Cirri

Molti scrittori emergenti, in erba, indipendenti, aspiranti o presunti tali presenti su Facebook conosceranno o almeno avranno sentito nominare Stefano Cirri. Se vogliamo provare a banalizzare il più possibile la sua essenza potrei definirlo “giallista fiorentino”, e probabilmente a lui andrebbe bene anche così. In realtà è molto di più: scrittore, certo, ma non mi accontenterei di definirlo solo giallista, anche perché i suoi romanzi non sono gialli classici e lui stesso mi da l’idea di avere in testa un mondo che di classico non ha nulla o quasi; presenza fissa di molti gruppi di scrittura su Facebook, sempre presente con i suoi estratti e i suoi commenti garbati e funzionali; lettore appassionato, non solo di gialli ovviamente… e non solo di acclamati autori del nord Europa o classici ai quali inchinarsi, no, Stefano legge tutto, con una passione e una dedizione encomiabili. E quando dico tutto intendo proprio tutto: gialli, romance, thriller, horror, romanzi di formazione, poesie, persino storie di dinosauri che giocano a tennis e kebabbari che contrastano invasioni aliene. E oltre a leggere, parla dei libri che legge, intervista autori, si segna appunti su nomi che non ha mai sentito, promuove chi gli piace senza chiedere un centesimo o una copia omaggio… È animato da quella sana curiosità alla quale mi ispiro, e volendo scrivere una roba totalmente fuori luogo in un blog serio (ma dopotutto questa è casa mia, chissenefrega) mi sembra anche una gran bella persona.

Non tutte le belle persone, però, sanno scrivere. Neanche quelle che vorrebbero tanto farlo. Ve lo giuro, ne ho avuto la prova più volte. Stefano Cirri, invece, ha un talento che secondo me prescinde e va persino oltre la capacità di scrittura pura e semplice perché viene da più lontano. Stefano Cirri è un pittore di personaggi.

i romanzi di Stefano Cirri: L'Ostentatore, Il Profanatore, Le Otto Sagome

Il primo romanzo di Stefano Cirri a finire nella mia libreria è stato Il Profanatore, che se non ricordo male è il secondo che ha pubblicato ma il terzo che ha scritto. Il Profanatore parla di un cimitero nascosto nelle colline vicino a Firenze, della sua lapide decorata da palloncini colorati che viene profanata, di indagini sui generis, di un ristoratore in pensione e di una vecchia vedova inquietante, parla di un sacco di cose ma soprattutto di un gruppo di protagonisti che mi ha fatto un effetto bomba.

Mi hanno dato la sensazione di essere diventati pure amici miei.

Lorenzo e compagnia sono quelle persone che ti aspetti di incontrare al circolo del paese, o al pub a bere una birra. Sono quelli che fanno i volontari alla festa paesana, che vengono alle cene di beneficenza, ma non sono dei santi, ci mancherebbe. Sono persone buone con tutti i difetti delle persone buone. Sono persone che ti sembra di conoscere, o che vorresti conoscere.

Chiaro, forse la appartenenza regionale aiuta l’immedesimazione, anche se vi assicuro che ad Arezzo dove vivo non si aspirano le C e quindi niene oaolaollaannucciaorta. Ma non è solo questo, anche se il romanzo fosse stato ambientato a Bolzano o Vibo Valentia sarebbe stata la stessa cosa. Stefano sa raccontare personaggi vividi, che parlano come persona vere, a volte si rompono la testa sopra delle cazzate, non sempre hanno ragione e si scazzano pure tra loro. Come amici.

Il Profanatore è un gran libro che ho divorato, e allora sotto con gli altri, giusto?

Ecco, Stefano Cirri ha anche un difetto, ovvero molti dei suoi romanzi NON sono disponibili in ebook. Questo, lo confesso, è un freno per me, quindi invece di divorare la sua opera omnia ho atteso il momento giusto per passare a L’Ostentatore… Primo libro pubblicato e secondo scritto, sempre se non sbaglio! E opinioni confermate: Stefano Cirri è un pittore di personaggi.

Visto che questo è un serio blog di critica letteraria, ecco un breve focus sui difetti dell’opera: si vede che è stato scritto prima, ha un paio di quelle ingenuità che si attribuiscono sempre allo scrittore esordiente, tipo che non sa cosa sia lo sciodontell o che mette tre avverbi in mente in un capitolo. Gravissimo. Scherzo, ovviamente. Ecco, Il Profanatore secondo me è un romanzo migliore, ma anche L’Ostentatore convince e conferma.

Qui la metafora del personaggio dipinto è ancora più calzante: protagonista è la banda dei colori, uno strano gruppo di indagatori dell’animo umano caratterizzata ognuno di loro da un colore predominante nell’abbigliamento, del quale entra a far parte un po’ per caso l’informatico Alessandro, che spinto anche dalla fede calcistica assume il ruolo dell’investigatore viola, e per inclinazione personale è portato a scendere sul campo più che a far ragionare solo la mente. Il caso che si presenta (sempre casualmente!) alla banda è quello di uno strano signore che guida una Ferrari gialla, strano per aspetti e comportamento, e che rivelerà di essere al centro di una storia di…

…non voglio dire troppo, è pur sempre un giallo! Un giallo che dovrebbe finire nella vostra libreria. Magari dopo Il Profanatore.

E poi sotto con Le Otto Sagome, che pure quello, mannaggia, in ebook non esiste. Terzo libro a essere stato pubblicato, primo a essere stato scritto. Si vede? Stavolta nì. Nel senso che Stefano Cirri deve aver preso consapevolezza delle proprie capacità e deve aver riscritto e rielaborato la trama più volte. Il risultato è splendido, sentito, personale. Secondo me nel gran lavoro che ha fatto gli è rimasto nel romanzo ancora un personaggio di troppo, e quindi nel mio ordine di preferenza non riesce a scalzare il Profanatore, ma siamo ancora su livelli altissimi.

Il setting è sempre fiorentino, La Fattoria de’ Grulli, un luogo di possibilità, dove mezz’orfani e persone diversamente abili possono svolgere un lavoro e trovare un ambiente accogliente. E già il nome, Fattoria de’ Grulli, la dice lunga, perché Grulli e diversi non sono certo solo i dis-abili ma anche i “diversamente normali” che gestiscono l’attività come una grande famiglia. La prima sagoma del titolo viene ritrovata nel terreno in un giorno di marzo, e il clima sereno già un po’ si guasta. Cosa vuol dire questo gesto che tutti pensano opera di Chicco, che aiuta il protagonista e narratore Giovanni nel laboratorio di falegnameria? Nel frattempo le sagome diventano due, tre, cinque… sempre più inquietanti. E finiranno per rivelare una storia che…

…no, non vi posso raccontare neanche questa.

Oltre alle altre cose belle che vi posso dire sui romanzi e sul loro autore, i proventi derivanti dalla vendita de Le Otto Sagome andranno a finanziare il Rifugio Hope di Agrigento. Quindi un altro bel motivo per comprarlo.

…infine toccherebbe a 95 decimi. E quello, pensate, esiste anche in ebook! Stefano Cirri ne parla come il suo romanzo migliore, quello imbattibile, intoccabile, che resterà per sempre come pietra di paragone anche in futuro. Sembra diverso dagli altri, più cupo, senza quel tocco di ironia fiorentina e anzi Cirriana che mi ha fatto amare gli altri romanzi. Io non l’ho ancora letto, ma lo farò presto. Me lo prometto. In attesa di scoprire quali altre storie e quali altri personaggi si nascondono nella mente di questo giallista sui generis che secondo me sarebbe perfetto anche in generi più strani, e che ha fatto breccia nella libreria di un lettore di mostri come me. In attesa del lampredotto che rimandiamo da troppo tempo. Buone letture a tutti!

2 thoughts on “Stefano Cirri, pittore di personaggi”

  1. sinceramente n lo conosco, ma mi ha incuriosito. Non ho facebook, stento anche per volonta’ della redazione ad avere Twitter..ma andiamo avanti . Leggerò qualche suo libro. Ora di vero e genuino ne resta proprio poco. Grazie

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