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Black Mirror – Quarta stagione

Arkangel Black Mirror4

È una delusione. No è ancora un capolavoro. Ha perso tutta la sua cattiveria. È angosciante. Netflix l’ha fatta diventare commerciale. Netflix l’ha salvata. Charlie Brooker è un grande. Gli episodi sono meglio di un film. La televisione normale non trasmetterebbe mai cose così belle. No si è normalizzata. È troppo buona. Non è più Black Mirror. È sempre Black Mirror…

…ho sentito dire tutte queste cose e molte di più, sulla quarta stagione di Black Mirror. E sapete che vi dico? Dovreste proprio guardarla e farvi una vostra opinione, visto che quelle degli altri sono così varie. Intanto, se proprio volete sapere la mia sui sei episodi che la compongono, non dovete fare altro che continuare a leggere.

USS CALLISTER

Black Mirror quarta stagione USS McAllister

Scritto da Charlie Brooker e William Bridges
Diretto da Toby Haynes

Il primo episodio della nuova stagione di Black Mirror può apparire come una caricatura di Star Trek all’interno di un mondo virtuale, ma nasconde molto altro. C’è una intelligente inversione di ruoli, un personaggio per il quale passiamo dal provare una forte empatia a scoprirlo un pericoloso sociopatico e anche di più. Cristin Milioti è una bella sorpresa (la ricordavate così brava in How I Met Your Mother? Io no!), Jesse Plemons ormai è una conferma. L’episodio sarebbe stato migliore se fosse stato una ventina di minuti più corto, 74 sono decisamente troppi… ma mi sono divertito. So che “divertito” è una parola che non si applica spesso a Black Mirror, ma che ci posso fare? In molti momenti Uss McAllister vira verso la commedia, e per quanto mi sforzi non riesco a trovarci nulla di male.

ARKANGEL

Arkangel Black Mirror4

Scritto da Charlie Brooker
Diretto da Jodie Foster

Una mamma preoccupata decide di impiantare nella figlia un dispositivo di geolocalizzazione che le consente anche di vedere attraverso i suoi occhi e persino di oscurarle dalla vista cose che potrebbero preoccuparla. All’inizio tutto va benissimo, ma i figli hanno questa brutta abitudine di crescere… La mano di Jodie Foster si vede e non si vede, qualche problemino di sceneggiatura c’è ma la narrazione è più compatta e in continuo crescendo. Il tema è ovviamente quello del controllo che sfugge di mano, niente di innovativo o sconvolgente ma funziona bene. Un altro buonissimo episodio…

CROCODILE

Crocodile Black Mirror 4

Scritto da Charlie Brooker
Diretto da John Hillcoat

Il regista di The Road ci porta in una storia di ricordi che sarebbe meglio rimanessero sepolti, e invece sembrano proprio voler tornare per forza a galla… Meravigliosi i paesaggi (islandesi?), ottima la interpretazione della protagonista Andrea Riseborough, ma onestamente mi sarei aspettato qualcosina di più. Peccato, perché c’erano i presupposti per costruire uno degli episodi migliori, ma per una volta è la sceneggiatura di Brooker a deludere, portando la vicenda su binari che definirei più irrealistici che sorprendenti.

HANG THE DJ

Hang the DJ Black Mirror

Scritto da Charlie Brooker
Diretto da Tim Van Patten

Apparentemente è il più semplice e leggero degli episodi, con un finale che guarda al domani quasi con un minimo di speranza anche se il sottotesto inquietante ovviamente non manca… Si ipotizza un futuro in cui i rapporti di coppia vengono decisi da un programma che analizza ogni persona e assegna dei partner temporanei, in attesa di avere dati sufficienti a trovare quello ideale. In alcuni momenti ha i toni della commedia romantica, in altri è l’angoscia della tecnologia a prevalere, alla fine la strada si svela e gli indizi si sommano troppo perché lo spettatore non capisca la verità. Ma lo confesso, forse è l’episodio che mi è piaciuto più di tutti…

METALHEAD

Metalhead Black Mirror 4

Scritto da Charlie Brooker
Diretto da David Slade

Una bella fotografia in bianco e nero, una scream queen che rimanda ai primi classici del genere e… poco più. Metalhead vince la poco ambita palma di peggior episodio delle quattro stagioni, finendo per risultare un survival thriller anche piuttosto banale, con un inesorabile segugio robotico a caccia di una ladra per necessità che nei primi momenti appare anche animato in maniera davvero irrealistica. Poi ci si fa l’abitudine, ma la sensazione di già visto non se ne va… Da David Slade mi sarei aspettato qualcosa di più, visto che il suo primo film, Hard Candy, era una bomba. Ma dopo Twilight, temo si sia perso…

BLACK MUSEUM

Black Museum

Forse l’episodio più “blackmirroriano” della stagione, se mi passate il termine. Una storia nerissima come il museo del titolo, che raccoglie storie e cimeli dei peggiori criminali del nostro futuro, e che nasconde la solita morale della tecnologia come perfetto strumento amplificatore delle nostre peggiori tendenze. Piacevole e come al solito recitata benissimo (sempre ottimo Douglas Hodge), ma un tantino già vista anche questa.

…INSOMMA?

Tre episodi molto buoni, due più che sufficienti e uno scarsino. Ci eravamo abituati male, ma anche stavolta direi che non ci possiamo lamentare. Anche perché Metalhead a parte, ogni storia di Black Mirror offre interessanti spunti di riflessione e contribuisce a creare un unicum narrativo sempre più intrigante. Ora, se posso permettermi di suggerire qualcosa a Brooker, proverei con la prossima stagione a spostare lo sguardo un po’ più avanti o quantomeno lateralmente, perché il rischio di cominciare a ripetersi sta diventando sempre più forte. Black Mirror funzionerà fin quando riuscirà a spiazzare i propri spettatori.

Voto: *** 3/4

 

21 thoughts on “Black Mirror – Quarta stagione”

  1. Direi che siamo allineati, non sono affatto dei brutti episodi, si lasciano guardare, alcuni sono anche molto belli. Quello che è cambiato è il registro, prima erano storie verosimili, ora sono “solo” storie strane in cui l’elemento fantastico è sempre di base tecnologico. Penso che mi mancherà la sanissima angoscia delle prime due stagioni, ma resta una serie di ottima qualità. Cheers!

    • Molto d’accordo, anche se il tanto criticato “ottimismo” di alcuni episodi è più che altro di facciata (e non è una novità assoluta nella serie)

  2. Mi sono fermato a metà della terza stagione (dopo aver amato le prime due) perché le puntate mi stavano deludendo. Magari quest’anno darò una sguardo alla quarta dopo aver concluso la terza 🙂

  3. Dai che tra un po’ ci arrivo anche io :D.

    Il tuo giudizio non uniforme non mi stupisce. La prima stagione l’ho trovata super nel secondo episodio e noiosa negli altri due.

    Al contrario per ora i due della seconda serie e uno della terza che ho visto hanno soddisfatto il mio palato.

    Però sono episodi troppo lunghi: potevano essere tranquillamente tagliati in diverse parti e non si perdeva nulla.

    • Non è una serie adatta al binge watching, gli episodi andrebbero guardati e digeriti bene prima di passare al successivo… come dei piccoli film che vanno a comporre un unico puzzle. In qualche caso però un po’ di stanchezza si sente

  4. Io ho apprezzato moltissimo Arkangel e Hang the Dj, buoni USS e Black Museum con qualche limite e un po’ fuori contesto Metalhead e Crocodile, tutto sommato deludenti e che avrebbero avuto maggior ragion d’essere altrove. Comunque sempre una bella serie.

  5. Concordo sul primo episodio, un po’ troppo lungo.
    In generale mi è piaciuta, anche per me Metalhead è quello meno riuscito ma più che altro per il finale, mi aspettavo qualcosa di più interessante.

  6. Io ho visto solo il primo e mi è piaciuto. E mica mi ero accorto fosse durato così tanto: direi che è un punto a favore. Mi interessano anche altri che hai recensito, starò alla larga dal segugio .

    Moz-

  7. Allora, ho visto soltanto i primi tre per ora, quindi i commenti agli altri tre ancora non li leggo.

    Primo episodio: bene ma non benissimo, sicuramente interessante, ma troppo allungato.
    Secondo episodio: abbastanza bene, apprezzato l’uso della tecnologia e i suoi effetti, interessante l’idea.
    Terzo episodio: NEIN, NEIN, NEIN, una noia totale!

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