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Congratulazioni Starfighter! Sei stato reclutato dalla Lega Stellare per difendere la frontiera contro Xur e l’armata di Ko-dan! Quando ero piccolo, come quasi tutti, giocavo ai videogiochi. Soprattutto a quelli sportivi (quanti joystick distrutti con i vari Summer e Winter Games!), i picchiaduro a scorrimento e i classici sparatutto, orizzontali o verticali. E ogni volta, ..

Summary 7.3 BELLO
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Porca vacca!!! Ho rivisto Giochi Stellari!

Congratulazioni Starfighter! Sei stato reclutato dalla Lega Stellare per difendere la frontiera contro Xur e l’armata di Ko-dan!

Quando ero piccolo, come quasi tutti, giocavo ai videogiochi. Soprattutto a quelli sportivi (quanti joystick distrutti con i vari Summer e Winter Games!), i picchiaduro a scorrimento e i classici sparatutto, orizzontali o verticali. E ogni volta, premendo furioso il tasto per sparare e cercando di evitare i colpi delle astronavi nemiche, sognavo di ricevere la chiamata della Lega Stellare. Giochi Stellari era il mio film-mito, e finalmente, dopo almeno venti anni, l’ho rivisto.

Gioch Stellari

Com’è?

Un viaggio nella nostalgia!

Non voglio fare il vecchio che parla dei bei vecchi tempi (anche se lo sono), sono convinto che per i ragazzini più o meno cresciuti di oggi, appassionati di videogiochi, sia la stessa cosa. I mezzi, ovviamente, sono diversi. La grafica non è neppure paragonabile, la quantità di variabili sulle quali influire nemmeno, ma allora, per me, (video)giocare era un esercizio di immedesimazione.

Quando giocavo a Summer Olympics immaginavo di essere Carl Lewis, Pole Position mi faceva diventare Alain Prost, Football Manager mi metteva nei panni di Trapattoni, quando giocavo a Final Fight diventavo un Van Damme ante litteram. E quando sul mio Commodore 64 o sul coin-op che mi trovavo di fronte c’era uno sparatutto, io diventavo Alex Rogan.

Giochi Stellari

Nessuno vuole mai diventare il povero Grig!

Credo di avere tanto apprezzato Giochi Stellari perché, come tanti film della mia infanzia, aveva un protagonista con il quale mi potevo identificare. Aveva qualche anno più di me (qualcuno in più dei classici protagonisti di questo tipo di film, a dire il vero), era apprezzato, un gran lavoratore, intelligente, sapeva anche conquistare una ragazza. Non era un nerd sfigato ed idiota, era solo uno nato nel posto sbagliato al momento sbagliato, che doveva solo trovare la sua strada per riscattarsi. Tralaltro il posto più sbagliato che si possa immaginare, visto che è difficile immaginare il riscatto quando si vive in una roulotte. Alex Rogan era un po’ come Matthew Broderick in WarGames, ma Lance Guest ha avuto una carriera decisamente più sfortunata. Dopo il disastroso Lo Squalo 4 è apparso in pochissimi film, e i suoi ruoli sono capitato più spesso a Broadway, dove ha più volte impersonato Johnny Cash. Contrariamente a Broderick, che ha sempre la stessa faccia, non lo riconoscereste mai se lo incrociaste per strada. Prima era così.

Lance Guest The Last Starfighter

E oggi è così…

 Lance Guest

Quasi uguale, eh? Pensare che la sua fidanzata nel film era la bellissima Catherine Mary Stewart; anche lei ha avuto una carriera inferiore alle aspettative, ma almeno ha continuato ad apparire in qualche serie tv e soap, dopo una parte in Weekend con il Morto (un altro film che dovrei ritirare fuori per questa rubrica.

A proposito, lo sapevate che questo articolo fa parte della rubrica Cumbrugliume – Back to the 80’s, vero?

A rileggere i nomi del cast viene da pensare che Giochi Stellari (o The Last Starfighter, visto che in originale il nome era decisamente più evocativo) sia un film sfortunato. Di Lance Guest e Catherine Mary Stewart abbiamo già detto. Robert Preston, che interpretava il mitico Centauri, inventore del gioco e reclutatore di Rogan, non ha più recitato in altri film per il cinema dopo questo, ed è morto un paio di anni dopo.  Il regista invece era Nick Castle… no, non è il cugino del Punitore. Era l’attore che interpretava Michael Myers nel primo Halloween, e il co-sceneggiatore di Fuga da New York con l’amico e mito Carpenter. E allora perché sfiga? Perché dopo Giochi Stellari ha diretto Il Ragazzo che Sapeva Volare, discreto ma sfortunato al botteghino, e in seguito Dennis The Menace, film di gran successo ma ricordato pochissimo. Il suo nome non è mai divenuto famoso come si pensava al tempo. Tante carriere sotto le aspettative.

Lo sceneggiatore invece si chiama Jonathan R. Betuel, e sulla sua storia sarebbe interessante indagare. Giochi Stellari è stato un mito per una generazione, la storia era sì una semplificazione di Guerre Stellari senza troppi fronzoli, ma secerneva fascino. Era il contrario del personaggio di Lance Guest nel film: la storia giusta al momento giusto. Ma Betuel non ha sfruttato il momento. Dopo Giochi Stellari ha scritto e diretto il mediocre Ritorno alla Quarta Dimensione, poi quasi niente altro. Finché nel 1995 è tornato. Con T-Rex – Il mio amico Dino. Una storia in cui Whoopi Goldberg è una detective, e il suo partner in un futuro alternativo è un dinosauro parlante. Giuro. Inoltre Betuel si è sempre rifiutato di concedere i diritti per un remake del film. E non è che non ci abbia provato nessuno… Persino gente a cui è difficile dire di no come STEVEN SPIELBERG ha dovuto sbattere contro questo muro. Poi, un paio di anni fa, Betuel è rispuntato fuori con l’idea di una sorta di reboot come serie. IN REALTA’ VIRTUALE.

Direi che per il momento forse è meglio accontentarsi di riguardare il film, che ne dite?

Giochi Stellari

GUARDATELO! VE LO DICE ANCHE UN’ENORME TESTA OLOGRAMMA!

Anche perché nonostante le ingenuità è sempre un bel vedere. Come immaginerete gli effetti speciali sono semplicissimi (fu insieme a Tron il primo film nel quale gli effetti erano interamente fatti al computer, un CRAY-XP che costava una fortuna), ma nella loro ingenuità funzionano ancora. Gli scontri stellari che uno si potrebbe immaginare si risolvono in un inseguimento tra gli asteroidi ed una battaglia campale che non è molto diversa dal videogioco ce vediamo all’inizio. L’arma finale dello Starfighter è un po’ stupidina, e… diciamo che tutto il film si basa su presupposti piuttosto fragili. La parte comedy con il clone di Alex che rimane sulla Terra invece funziona ancora benissimo, nonostante un finale un po’ affrettato. Inizialmente avrebbe dovuto essere molto più ridotta, ma gli spettatori dei primi test apprezzavano così tanto che il regista si convince ad aggiungere delle parti. Una breve parte era stata affidata anche a Whil Wheaton, ma venne tagliata nel montaggio, e di lui si intravedono solo alcune apparizioni come comparsa, sullo sfondo.

Il film avrebbe potuto avere un sequel, incassò anche bene ma… non benissimo. Il suo successo fu più che altro postumo, nei passaggi televisivi ed in home video. Ed è continuato per anni. Chissà se nuovi Starfighter e nuove minacce avrebbero potuto cambiare il destino della fantascienza per ragazzi cinematografica…

Ma va bene così. Anche trenta anni dopo mi sono divertito, e per un attimo sono tornato quel ragazzino che sognava di partire per lo spazio. Lo riguarderò tra altri trenta anni, magari da Trappist-1, mi divertirò un’altra volta come oggi e tornerò bambino davanti a un coin-op

E anche qui c’è una Delorean, ovviamente. PORCA VACCA!

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1 Comment

  1. Pietro 26 March 2017
    Rispondi

    La DeLorean, mitica e indissolubile 😉

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