Saturday is Sharkday #17: Lo Squalo 2

Proprio quando sembrava che non ci fosse più pericolo…

No ragazzi, no. Non ci avete capito niente. Se avete imparato qualcosa da questa rubrica dovrebbe essere che quando sembra che non ci sia più pericolo È PROPRIO ALLORA CHE C’È PIÙ PERICOLO! C’È SEMPRE PERICOLO! Posso anche capire che un abitante dell’Isola di Amity possa pensare “beh, a me è già toccato qualche anno fa, sicuramente il prossimo attacco di squali toccherà a Honolulu, a Tahiti, a Marina di Camerota, non certo qui!”, però insomma, un po’ di prudenza sarebbe d’uopo, ed invece ne Lo Squalo 2, come in quasi tutti i film del genere, alla gente non entra proprio in testa che se qualcuno sostiene senza nessuno che l’ascolti che un grande squalo bianco sta attaccando le persone, allora forse UN GRANDE SQUALO BIANCO STA ATTACCANDO LE PERSONE, ecchecazzo.

Lo Squalo 2 è quasi universalmente considerato come un seguito di grande diludendo, nonostante abbia incassato una barca di soldi (“ci servirà una barca più grande” – citazione dei produttori dopo aver contato tutti i soldi guadagnati da Lo Squalo 1 e 2). È un po’ l’inizio della spirale di distruzione che poi ha portato a Lo Squalo 3 e 4, ma ne riparleremo. E però voglio dirvelo fin da subito: Lo Squalo 2 non è mica così male. Il suo difetto principale è molto semplice da spiegare, voglio esemplificarvelo in poche immagini e qualche riga di testo.

Steven Spielberg Lo Squalo

Il regista de Lo Squalo era questo tizio qui. Un giovane promettente, al secondo film, di cui si parlava molto bene ma che ancora doveva mettersi alla prova davvero. Forse il suo volto non vi dice tanto, ma se vi mostro una foto più recente…

Steven Spielberg

…ecco, Steven Spielberg. È divenuto un’icona, ha vinto un fantastiliardo di premi ed i suoi film hanno incassato un godzilliardo di dollari. Ha creato delle vere e proprie icone del cinema, ha avuto le mani in pasta nell’80% dei film che abbiamo adorato nella nostra infanzia e non solo, è entrato nel mito. Steven Spielberg. Basta il nome, no?

Jeannot Szwarc

Questo invece è il regista de Lo Squalo 2. Chi cazzo è? Il volto non mi dice nulla. Il nome, invece, vi dirà meno: Jeannot Szwarc. Non è nemmeno facile da pronunciare, voglio dire, Steven Spielberg ha già il successo nel nome, la stessa iniziale per nome e cognome che fa urlare già SUCCESSO. Pensate a Donald Duck, o Dylan Dog. Szwarc non urla SUCCESSO, urla REGISTA DI SETTE EPISODI DI GREY’S ANATOMY E DI DICIANNOVE DI JAG AVVOCATI IN DIVISA. Anche Szwarc era un giovane regista di cui si diceva bene, ma mentre Spielberg è divenuto un genio, lui è rimasto un onesto artigiano che per carità, avrà sempre guadagnato nella sua vita circa trentanove volte di più di quello che guadagnerò io, ma insomma Spielberg è un’altra cosa.

Lo Squalo 2 poster Jaws 2

In ogni caso, da bravo onesto artigiano, Szwarc fa quello che si deve fare per portare a casa la pagnotta in un film di questo genere. Richiama gran parte del cast originale, riprende la stessa location, cita molte delle scene del primo film, riprende quando serve la colonna sonora che tanto aveva contribuito al successo… Non era stato semplice riuscire ad avere di nuovo Roy Schneider, ma alla fine l’Universal riuscì a convincerlo. Schneider era nel cast de Il Cacciatore, ma dopo due settimane se ne andò per divergenze creative e per litigi con il regista Michael Cimino, così accettò di tornare ne Lo Squalo 2 per farsi in qualche modo perdonare. L’atmosfera nel film non fu ideale, Schneider doveva avere un caratterino niente male e con Szwarc il rapporto fu pessimo. I due dopo molti screzi cominciarono a parlarsi per lettera. La sua interpretazione, comunque, è solida, e sul personaggio dello sceriffo Martin Brody si regge l’intero film.

Lo Squalo 2 Roy Schneider Jaws 2

Vieni squalo squaletto, vieni!

È lui che (dall’alto della sua esperienza) si accorge per primo che c’è qualcosa di strano nelle scomparse di sommozzatori, negli incidenti a turisti che fanno sci nautico, nel ritrovamento di orche assassine prese a morsi. Le orche assassine prese a morsi forse potevano far riflettere anche gli altri, che però non gli credono affatto. Colpa della politica, sicuramente, che non da fiducia a chi lavora. È vero che Brody reagisce in maniera un po’ eccessiva, ma intanto tutti continuano ad andarsene belli tranquilli in mare, compreso i suoi figli. Finché non è evidente che lui ha sempre avuto ragione. Insieme a lui torna anche la moglie Ellen (Lorraine Gary), torna Murray Hamilton, torna qualche volto minore.

Lo Squalo 2

Si tratta chiaramente di un suicidio – tutti gli abitanti di Amity

Se nel primo film la tensione era data da questo benedetto squalo che minacciava minacciava ma non appariva mai, qui Szwarc mette le cose in chiaro fin da subito. Probabilmente non si poteva fare altrimenti, visto che ripetere il giochino di Spielberg sarebbe stato troppo smaccato, ma in questo modo Lo Squalo 2 diviene una sorta di slasher movie. L’assassino invece di una motosega usa una bocca enorme e dei dentoni appuntiti, ma la formula più o meno è quella. Non mancano neppure gli elementi più stereotipati del genere, ovvero orde di adolescenti ribelli ed arrapati pronti ad urlare di terrore in qualsiasi istante.

Una delle differenze principali tra questo e il primo film è che qui si urla tantissimo. Urlano davvero tutti, e ascoltare le vocine stridule di questi ragazzini idioti che alzano sempre di più il volume a un certo punto inizia quasi a dar fastidio. Alla suspense sono sostituite così scene più dirette, immagini che puntano più sul raccapriccio che sull’inquietudine. Anche lo squalo è imbruttito, con una bella cicatrice rimediata all’inizio del film che lo rende più losco ed incazzato, come il cattivo di un western.

Jaws 2 Lo Squalo 2

Chiamatemi Bruce Lo Sfregiato

Non vi aspettate le belle sequenze di caccia ed i dialoghi arguti del primo film, qui è tutto molto più semplice. Lo Squalo 2 è alla fine un buon film per adolescenti di quel periodo, e il fatto che anche oggi si riesca a guardarlo fino in fondo con piacere è segno della qualità comunque discreta del girato. Alla fine, Szwarc è riuscito a portare a casa la pagnotta, e chissà perché dopo il grande successo di questo film di lui non si è poi parlato molto. Come dite? Ha diretto Supergirl – La Ragazza d’Acciaio. Ah, ecco perché.

P.S. Vi ricordo che la rubrica Saturday is Sharkday de Il Cumbrugliume è gemellata con il Sabato Squali dei Fumetti Etruschi, che questa settimana vi propone il secondo albo del sanguinolento Hook Jaw!

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2 Comments

  1. Cassidy 28 January 2017
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    La differenza di talento è impari, ma lo Spielberg del primo film era caldo come una stufa, questo non è malaccio hai ragione, ma togliersi dalla mente il primo film è impossibile, ha la sfiga dei vari che so, “Halloween 2” ecco, buoni seguiti a cui manca la mano del genio. Cheers!

  2. Pietro 29 January 2017
    Rispondi

    Condivido tutto in pieno perché bisogna essere onesti, Spielberg è tutta un’altra cosa, anche se questo sequel riesce comunque a soddisfare alcune aspettative e non è del tutto così male 😉

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